Password in cambio di cioccolato
Un indagine condotta da Infosecurity Europe ha rivelato che il 45% delle donne intervistate rivelerebbe la propria password in cambio di una barretta di cioccolato.
Gli uomini che sono caduti nella trappola sono stati solo il 10%, tuttavia penso che molti di più rivelerebbero password, dati personali e quant'altro se a chiederlo fosse stato una bella ragazza con un sorriso smagliante.
La stessa indagine ha anche fatto notare che le persone non si fanno molti problemi nel fornire, anche per telefono, la propria data di nascita o il numero di telefono, con la semplice scusa di partecipare ad un sorteggio per un viaggio a Parigi.
Inoltre metà degli impiegati ammette di conoscere le password dei colleghi e di rivelarle per telefono ad una persona che dichiara di appartenere al reparto IT dell'azienda.
Infine, ed è probabilmente la cosa più grave, la maggior parte degli intervistati usa sempre la stessa password (o al massimo un paio di esse) per l'accesso a servizi differenti.
Il campione era composto da 576 impiegati londinesi, ma non ho dubbi che anche rivolgendo l'attenzione alla popolazione italiana i risultati non miglioreranno, anzi temo proprio che la situazione sia ancora peggiore.
Anche voi vi riconoscete nel profilo che è stato delineato? Come vi comportate con la tutela delle vostre password?
Italia un paese di ignoranti
Sono recentemente usciti i risultati di un'indagine sull'alfabetizzazione italiana e il quadro che ne esce è veramente desolante.
Il sondaggio riguardava la preparazione dei ragazzi quindicenni per quanto riguarda Italiano, Matematica e Scienze e le domande erano veramente banali.
Eppure il 62% degli intervistati non è stato in grado di spiegare l'alternanza fra il giorno e la notte, tanto che molti hanno sostenuto che il Sole gira intorno alla Terra!
Un intervistato su tre non è in grado di effettuare una conversione fra valute (una semplice moltiplicazione o divisione) e uno su quattro non riesce a comprendere un grafico.
E possiamo aggiungere che molte persone ritengono che sia normale l'inesorabile abbandono della lingua italiana a favore di quella specie di slang che si usa negli SMS.
Si, proprio quella tutta piena di K e senza vocali, con "cmq" al posto di "comunque" e "nn" invece di "non"!
Non mi dite che c'è da stare tranquilli...


