Il logo che causa l’epilessia
Ci siamo scandalizzati tutti per i 45 milioni di euro spesi per il portale Italia.it (ne ho parlato anche io qui) e dei 100.000 euro solo per la realizzazione del logo, che non definirei proprio bellissimo.
Ma pare che ci sia stato un caso ancora peggiore di questo, e riguarda le Olimpiadi di Londra del 2012.
E' stato presentato il logo dell'evento, il cui costo è stato pari a circa 650.000 euro, ed è di una bruttezza a dir poco esagerata.
Non ci credete? Giudicatelo voi in quattro varianti di colore:
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Vabbè, magari pensate che non sia così brutto, e infatti c'è di peggio...
...il logo è stato presentato con un filmato, in cui dal logo vengono sprigionati dei lampi di vari colori, dal fucsia al blu elettrico, e questo video ha già causato 12 attacchi di epilessia!
L'organizzazione è stata costretta a ritirare il video ed è partita una petizione online per far cambiare anche il logo.
In poco più di un giorno le sottoscrizioni sono arrivate a quasi 50000!
Ovviamente su Youtube si può trovare il video incriminato, io ve lo propongo qui, spero di non avere sulla coscienza alcun caso di epilessia...
Italia.it vogliamo chiarezza!
E' partita da scandaloitaliano una seria proposta per ottenere chiarimenti sul progetto Italia.it, lo scempio da 45 milioni di euro.
Si tratta di una petizione online, basata sulle leggi italiane che sanciscono il diritto dei cittadini di avere accesso agli atti della loro Pubblica Amministrazione.
Di seguito il testo della lettera, che può essere sottoscritto compilando (con dati reali!) questo modulo:
Signor Presidente del Consiglio Romano Prodi, Signori Ministri Francesco Rutelli e Luigi Nicolais, a noi l'Italia piace. Il portale Italia.it, da poco rilasciato online, decisamente meno. Questione di gusti direte voi: non è così.
Dal giorno del suo debutto Italia.it è stato oggetto di una valanga clamorosa di critiche da parte di tutto il mondo web, italiano e non: tecnici, designers, comunicatori, esperti di marketing turistico online, bloggers e semplici utenti.
Accanto a loro un inspiegabile ed assordante silenzio dei canali istituzionali, della stampa e dei media televisivi; con qualche rara eccezione dei pochi che ne hanno trattato marginalmente.
Il portale, che del progetto "Scegli Italia" rappresenta l'elemento catalizzatore per il rilancio del turismo italiano, si è rivelato, alla prova dei fatti, del tutto inadeguato allo scopo.
In considerazione delle ingenti risorse economiche allocate, 45 milioni di euro o più, e del tempo trascorso dall'inizio del progetto, varato il 16 marzo 2004, la cosa appare ancor più grave.
Dal 22 febbraio scorso, data di presentazione del portale, si è assistito ad un balletto di cifre, comunicati, interviste, riunioni di osservatori, interrogazioni e smentite dai quali emerge una sola cosa: una sostanziale assenza di trasparenza e limpidezza su tutta la vicenda.
Noi chiediamo invece che per Italia.it sia tutto chiaro.
Questo governo, anche con suoi recenti atti, ha dato prova di voler iniziare un percorso di modernizzazione e trasparenza di tutto l'operato della pubblica amministrazione: oggi ha modo di far seguire i fatti alle parole.
Senza citare leggi e provvedimenti, che pure garantiscono pieno diritto di accesso a documenti pubblici, in qualità di cittadini appassionati e scrupolosi Vi chiediamo, come semplice atto di responsabilità e di etica civile, di mettere a disposizione su di un sito istituzionale o di far pervenire al seguente indirizzo di posta elettronica
scandaloitaliano@gmail.com
una copia in formato elettronico dei seguenti documenti:
* studio di fattibilità completo del progetto Scegli Italia
* costo totale previsto dell'intero progetto, con dettaglio
* convenzioni tra DIT* e Innovazione Italia per l'esecuzione del progetto Italia.it
* bando di gara
* capitolato
* elenco imprese o RTI* partecipanti alla gara
* documento di aggiudicazione con dettaglio dei criteri adottati e motivazioni
* risultati del benchmark internazionale sulle offerte presentate
* contratto in essere con il RTI: IBM, ITS e Tiscover
* atto transattivo del 2006 con il RTI: IBM, ITS e Tiscover con dettaglio motivazioniConfidiamo che questa nostra istanza abbia esito positivo. Vi ringraziamo sin d'ora per l'attenzione che, ne siamo certi, dedicherete a questo appello.
La lettera verrà inviata giorno 1 Aprile, se volete aderire firmate la petizione e pubblicizzate l'iniziativa.
Chissà se è la volta buona che otteniamo un pò di chiarezza...






